Il nuovo piano sanitario della Regione Campania

Approvato il nuovo Piano ospedaliero della Regione Campania: nuovi posti letto, riconfigurazione del 118, investimenti nell’edilizia sanitaria e nelle risorse umane, la semplificazione delle procedure di rilascio dell’autorizzazione all’esercizio delle professioni sanitarie.

Nel mese di giugno 2015 la nuova Giunta regionale ha ereditato la vigenza del DCA 49/2010. La bozza di revisione del 49/2010 prevedeva, tra l’altro, una riduzione dei posti letto a carico dei presidi pubblici, la chiusura di alcuni punti nascita, una rimodulazione delle eccedenze di discipline solo a carico del settore pubblico con forte potenziamento del privato accreditato, l’apertura di Pronto Soccorsi in strutture religiose e la chiusura di alcuni presidi. Solo a maggio 2018 è stato finalmente adottato il documento finale, basato su un parere favorevole espresso dai tavoli ministeriali (Ministero dell’Economia e delle Finanze e Ministero della Salute) e adattato alle prescrizioni impartite con il quale si prevede di: (1) aggiornare la rete ospedaliera utilizzando tutti i posti letto concessi dai calcoli Ministeriali, basati sulla popolazione pesata della Campania; (2) riequilibrare i posti letto sulle varie province e rimodulare lo squilibrio tra posti per acuti e post-acuti; (3) riequilibrare gli eccessi di discipline non esclusivamente a carico delle strutture pubbliche; (4) mantenere attivi 7 punti nascita richiedendone la deroga; (5) prevedere il mantenimento delle attività nei presìdi per i quali era prevista la chiusura; (6) prevedere l’apertura di un nuovo Pronto Soccorso presso una struttura pubblica; (6) rivedere le reti di emergenza/urgenza secondo una visione integrata di livelli assistenziali (dalla Continuità Assistenziale ai DEA di II livello); (7) rivedere le reti tempo/dipendenti; (8) inserire nuove reti cliniche.

Andando a descrivere il dettaglio delle previsioni contenute nel nuovo Piano, si segnalano, per rilevanza, le disposizioni sui posti letto per i quali si prevedono 19.841 unità tra pubblici e privati (pari a 3,6 per 1000 abitanti), di cui 16.231 per acuti (pari a 2,01 x 1.000 abitanti) e 3.610 post-acuzie (riabilitazione e lungodegenza pari a 0,65 x 1.000 abitanti), 1.637 posti letto aggiuntivi rispetto all’attuale dotazione. Si dispone poi un incremento dei posti letto di neuroriabilitazione e per le unità spinali, l’apertura di nuovi Pronto Soccorsi, la riconversione di ospedali dismessi in Ospedali di Comunità, l’aggregazione di stabilimenti attivi nell’ambito di una Azienda o un Presidio maggiore per migliorare l’offerta specialistica, la rivisitazione dell’offerta privata per le strutture con meno di 60 posti letto come previsto dal DM 70, con disattivazione di 2 strutture private e relativi punti nascita, la chiusura delle Case di Cura Neuropsichiatriche con riconversione verso assistenza post-acuzie e territoriale e l’identificazione dei Punti Nascita in deroga con richiesta formale di autorizzazione presso il Ministero.

Il Piano prevede anche la riconfigurazione della rete 118 che, disponendo la soppressione dell’Agenzia unica regionale per l’emergenza e il ritorno alle centrali provinciali che, lavorando secondo un modello a rete, dovrebbero poter assicurare una maggiore efficienza.

Dopo anni di blocco del turnover del personale del SSR, il Piano prevede un’inversione di tendenza, sia in riferimento alle procedure di stabilizzazione dei precari, sia riguardo ai processi di nuovi reclutamenti. Questi ultimi, in particolare, ruotano intorno alla conclusione dell’analisi in corso presso le aziende sanitarie tesa a fornire una fotografia chiara della consistenza del personale oggi in servizio e della sua dislocazione appropriata per rendere ottimali i processi di assistenza sanitaria sia nell’ambito ospedaliero sia territoriale, per consentire la corretta formulazione delle richieste di assunzione ai Ministeri affiancanti.

In relazione a un alto punto cruciale, ossia l’edilizia sanitaria, lo scorso gennaio, la Regione e il Ministero hanno raggiunto un accordo su un programma di 170 milioni di euro destinato in gran parte all’ampliamento di ospedali per la creazione di oltre 150 posti letto, in attuazione del nuovo piano ospedaliero e territoriale, alla ristrutturazione e all’adeguamento delle strutture sanitarie alla normativa antincendio e antisismica.

Il nuovo Piano detta, infine, disposizioni regolatorie delle attività degli studi professionali e degli ambulatori odontoiatrici, medici e delle altre professioni sanitarie nonché semplificazioni nella procedura di rilascio dell’autorizzazione all’esercizio.
Con questi interventi la regione Campania mira a introdurre misure di semplificazione, arricchire il proprio organico, migliorare le proprie strutture ed assicurare così LEA di qualità migliore rispetto ad oggi.

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