Le nuove linee guida Anac su rating di impresa e di legalità

Nuovi indicatori di condotta per le imprese appaltatrici, per migliorare la qualità degli appalti pubblici e la reputazione delle imprese.

L’art. 83, comma 10 e l’art. 95 comma 13 del Codice dei contratti pubblici affida, rispettivamente, all’ANAC e all’AGCM la gestione del sistema di rating di impresa e del sistema di rating di legalità.

In premessa vi è da dire che la natura di entrambi i rating è facoltativa. Pertanto, il legislatore prevede nelle due richiamate norme una serie di vantaggi. Da qui la natura c.d. “premiale” dei due meccanismi.

Il rating di impresa si pone come indicatore della condotta che l’impresa ha avuto nell’ambito dei contratti pubblici, mentre quello di legalità indica il valore etico dell’impresa, valorizzandone la reputazione.

Il rating offre, in sede di valutazione di gara, la preferenza in graduatoria a parità di punteggio o l’attribuzione di un punteggio aggiuntivo rispetto a concorrenti sprovvisti di rating e ancora una riduzione del 30% rispetto al valore della garanzia prestata.

Ai sensi dell’art. 213 del Codice degli appalti, il rating di legalità concorre anche alla determinazione del rating di impresa e non viceversa.

Particolare attenzione merita il processo partecipativo al quale è stato sottoposto il rating di impresa rispetto all’individuazione dei suoi criteri mediante linee guida ANAC. Il documento, posto in consultazione dall’11 maggio al 29 giugno 2018, offre un quadro abbastanza dettagliato dei requisiti, delle premialità e delle penalità. Tra questi: (1) il mancato utilizzo del soccorso istruttorio; (2) l’applicazione delle disposizioni sulla denuncia obbligatoria di richieste estorsive e corruttive; (3) il rispetto dei tempi e dei costi nell’esecuzione dei contratti e dell’incidenza e degli esiti del contenzioso, sia in sede di partecipazione alle procedure di gara, sia in fase di esecuzione del contratto.

Sempre tra le Linee Guida, rispetto al sistema amministrativo di penalità e premialità, si prevedono la denuncia obbligatoria delle richieste estorsive e corruttive da parte delle imprese titolari di appalti pubblici (comprese le imprese subappaltatrici e le imprese fornitrici di opere, servizi e materiali) e anche un sistema sanzionatorio per le ipotesi di omessa o tardiva denuncia.

Infine, ANAC, consapevole delle difficoltà correlate all’utilizzo del rating d’impresa, ha previsto un lungo termine di sperimentazione, predisponendo a tal fine norme transitorie. Tra queste si segnala la temporanea impossibilità di utilizzo del rating per la qualificazione nelle gare per servizi, forniture e lavori di importo inferiore a 150 mila euro e per il calcolo dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ai sensi dell’art. 95, comma 13 del Codice dei contratti pubblici.

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