Tre turni elettorali per due Paesi in un anno: come influisce l’attuale situazione politica sui rapporti tra imprese e Pubblica Amministrazione?

Nel 2019, Spagna e Grecia, tra gli altri paesi europei, sono chiamate ad affrontare elezioni politiche, europee e regionali. Benché non sempre direttamente correlati, i tempi di pagamento ai fornitori della Pubblica Amministrazione potrebbero dilatarsi in maniera consistente.

In Spagna, la mappa dei decisori politici potrebbe cambiare radicalmente nei prossimi mesi: a seguito dell’impossibilità da parte del Governo centrale di approvare i Bilanci generali dello Stato (PGE) per il 2019, alle elezioni politiche del 28 aprile faranno seguito quelle europee, regionali e locali a maggio. Le elezioni politiche potrebbero avere un esito differente rispetto alle altre elezioni che, a loro volta, potrebbero condurre a un turno successivo come è accaduto nel dicembre 2015 e successivamente nel giugno 2016, causando maggiore instabilità per più tempo.

Quale diretta conseguenza, gli investimenti registreranno una battuta d’arresto, non verranno intrapresi nuovi progetti e la capacità di intervenire, a livello politico, su quelli già in corso sarà ridotta. Non solo. Si fermerà qualsiasi spesa pubblica finalizzata a incentivare la crescita.

Sebbene in questo scenario la regola generale sia che i cicli elettorali non influiscono su questioni quali i tempi di pagamento ai fornitori da parte della Pubblica Amministrazione (si tratta infatti di obblighi contrattuali con una scadenza, non soggetti ai cambiamenti politici), la realtà è spesso diversa.

La mancanza di nuove disponibilità di fondi si prevede avrà, infatti, un impatto proprio sui pagamenti verso i fornitori. Le amministrazioni territoriali, ad esempio, di per sé più soggette alla dilazione dei termini, hanno già registrato un ulteriore peggioramento delle condizioni dalla fine del 2018, anche a seguito dell’aumento delle esposizioni.

Allo stesso modo, dopo due tornate elettorali nel 2015, la Grecia è chiamata a votare per le europee e le regionali a maggio e per le politiche a ottobre. Inoltre, il capital control potrebbe essere abolito nei prossimi mesi se sarà confermato l’andamento positivo dell’economia reale. Uno scenario che ha già cominciato a influenzare il comportamento dello Stato nei pagamenti verso i propri fornitori.
Già nel 2015 si era registrata un’apparente sospensione dei pagamenti da e per lo Stato, incoraggiata dall’allora partito in ascesa, che aveva generato gravi incertezze, trascinando l’economia greca in un altro anno di recessione.

Da allora, le riforme messe in atto dalla nuova autorità indipendente per la riscossione delle imposte hanno contribuito a ridurre i tempi di pagamento. Ma il sentiment economico, sebbene in ripresa, rimane fragile e, data la scarsa liquidità e l’accesso limitato ai finanziamenti, qualsiasi rallentamento nell’attuazione delle politiche potrebbe ribaltare nuovamente la situazione.

La Grecia ha iniziato a ridurre il suo stock di arretrati netti a partire dalla fine del programma del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), a un ritmo che rallenta in modo significativo all’avvicinarsi delle elezioni. Grazie al finanziamento del programma e all’impiego di risorse proprie, lo stock di arretrati netti a fine dicembre 2018 si è attestato a 1,58 miliardi di euro, 0,12 miliardi in meno rispetto all’agosto dello stesso anno. Tuttavia, l’obiettivo originale del MES, ovvero del pagamento di tutti gli arretrati, non è stato raggiunto entro la fine del programma ma, di contro, ne sono stati creati di nuovi.

Sebbene le riforme per ridurre i colli di bottiglia strutturali della gestione degli arretrati stiano progredendo, devono continuare altresì gli sforzi atti a rafforzare il sistema di pagamento, affrontando al contempo le cause che favoriscono la creazione di nuovi arretrati.

Gli esempi di Spagna e Grecia dimostrano che uno degli elementi caratterizzanti dei periodi preelettorali è l’incertezza politica (un ulteriore caso è la Slovacchia, che sta facendo i conti con le elezioni presidenziali). Quando tale incertezza è accompagnata da quella economico-finanziaria, le conseguenze per l’economia reale possono essere profonde. I ritardi nei pagamenti della Pubblica Amministrazione alle imprese, infatti, rappresentano una mancanza di liquidità che a sua volta influisce negativamente sulla copertura degli obblighi.

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