Una fotografia delle elezioni del Parlamento europeo 2019

Aumento dell’incertezza in Europa, che suggerisce incertezza anche a livello locale

Con un’affluenza record, il Parlamento europeo che sta per insediarsi è rinnovato, ma dovrà affrontare ancora molte sfide: la Brexit, la crescente volatilità politica e l’emergenza di nuove forze anti-establishment, che rischiano di avere degli impatti a livello nazionale ed europeo.

  • La frammentazione e la volatilità politica sono due questioni chiave. Se la volatilità politica dovesse traboccare a livello nazionale, potrebbe avere delle ripercussioni sui termini di pagamento. È possibile, infatti, che i Paesi con elevato rapporto debito pubblico/PIL, come Italia, Grecia e Spagna, registrino un ampliamento dello spread.
  • Chi prende le decisioni ai massimi livelli potrebbe rompere gli accordi in ambito commerciale. Si aprono ora diverse posizioni ai massimi livelli della UE, nei cui negoziati i partiti anti-establishment stanno guadagnando terreno: (1) il nuovo presidente del Parlamento europeo; (2) il nuovo presidente della Commissione europea e (3) il nuovo presidente del Consiglio europeo. I nuovi entrati probabilmente influenzeranno la nomina del nuovo presidente della BCE che subentrerà a Mario Draghi, il cui mandato scade ad ottobre. Qualora il nuovo presidente della BCE non seguisse la stessa linea dettata da Draghi, è possibile che nell’eurozona si realizzi un rialzo dei tassi. Questo potrebbe portare a una riduzione delle risorse finanziarie disponibili, mettendo in difficoltà molti governi nel pagare i propri fornitori.
  • È possibile che questo mandato non sia all’insegna della conciliazione e del consenso per quanto riguarda gli aiuti finanziari provenienti dai fondi della UE, il che rappresenta una situazione particolarmente difficile per i paesi che hanno bisogno di ulteriore assistenza o che dipendono fortemente dai fondi esterni. In conseguenza di ciò, è possibile che alcuni paesi registrino una contrazione della spesa pubblica. Anche se la Spagna è attualmente l’unico paese della UE sotto procedura per disavanzi eccessivi (PDE), è possibile che non rimanga l’unica: anche l’Italia potrebbe essere soggetta a ulteriori vincoli di bilancio, mentre la Commissione europea prepara il suo pacchetto di primavera con le raccomandazioni specifiche per paese, che vedrà la luce il 5 giugno, e nel quale è probabile che si aprirà una possibile procedura di infrazione per disavanzi eccessivi nei confronti dell’Italia.

Risultati delle elezioni

Le elezioni europee si sono svolte in tutti i paesi membri della UE tra il 23 e il 26 maggio. La struttura del Parlamento è composta da un totale di 751 deputati , ma il numero di seggi disponibili all’interno del Parlamento potrebbe variare a breve con la definizione dell’accordo sulla Brexit.

L’affluenza è stata la più elevata degli ultimi vent’anni, vicina al 50,9%, per la prima volta in crescita dalla creazione dell’Unione europea (grafico I).

I risultati delle elezioni di quest’anno rivelano una ridefinizione degli equilibri, anche se la composizione del Parlamento 2019-2024 non varierà significativamente rispetto al Parlamento 2014-2019 in uscita.

Nello specifico, i popolari di centrodestra e i socialdemocratici di centrosinistra rimangono i due blocchi principali, pur essendo i partiti che registrano le maggiori perdite in queste elezioni. I verdi e i liberali hanno incrementato sostanzialmente il numero di seggi, così come i gruppi nazionalisti e populisti.

Parlamento europeo: 2014-2019 – Parlamento uscente

Fonte: Parlamento europeo in collaborazione con Kantar

Parlamento europeo: 2019-2024 – sessione costitutiva

Fonte: Parlamento europeo in collaborazione con Kantar

Effetti sulla politica nazionale

  • In Italia la Lega è diventata il primo partito con oltre il 34%, seguita dal Partito Democratico (22%) e dal M5S (17%). Nella conferenza stampa che ha seguito i risultati elettorali, il segretario della Lega e vice primo ministro Matteo Salvini ha commentato che il voto europeo non avrà effetti sulla politica nazionale, ma il destino della coalizione con il M5S rimane incerto. Nello stesso giorno, in Italia si è svolta una tornata di elezioni regionali e comunali, che ha confermato la tendenza delle europee.
  • Il partito conservatore HDZ attualmente al governo in Croazia si conferma alla guida del Paese, seguito dal partito socialdemocratico (SDP). Il partito socialdemocratico ha vinto, però, nelle quattro principali città del Paese, facendo presupporre un aumento dell’incertezza a livello politico. Analogamente, in Repubblica Ceca il partito di centro ANO, attualmente al governo, ha rafforzato la propria posizione, ma anche in questo caso perdendo consensi.
  • In Francia, Marine Le Pen si è posizionata al primo posto con il proprio partito Raggruppamento Nazionale, seguito da La République en Marche del presidente Emmanuel Macron. La Le Pen ha ottenuto circa la stessa percentuale dei voti che aveva ottenuto alle elezioni europee del 2014.
  • In Grecia, il primo ministro Alexis Tsipras ha annunciato elezioni anticipate a seguito della sconfitta di Syriza per mano di Nuova Democrazia. La Grecia ha votato, infatti, nello stesso giorno per il Parlamento europeo e per gli enti regionali e locali, e prevede ora di tornare alle urne il 7 luglio.
  • PiS, il partito alla guida della Polonia, ha mantenuto una posizione solida ottenendo il più alto risultato della sua storia, rendendo più prevedibili i risultati delle prossime elezioni nazionali che si terranno a ottobre. Uno scenario analogo si delinea in Portogallo, dove il partito socialista al potere è riuscito a rafforzare la propria posizione per le elezioni nazionali, anch’esse fissate per ottobre.
  • In Slovacchia, il partito della neoeletta presidente Zuzana Čaputová ha confermato la propria posizione vincendo le elezioni europee davanti al partito Smer al governo. Le elezioni parlamentari del 2020 rappresenteranno un banco di prova per entrambi i partiti.
  • Dopo aver votato per il nuovo governo lo scorso 28 aprile, il 26 maggio la Spagna ha votato per il Parlamento europeo, per i governi regionali di 12 regioni autonome e per le elezioni locali (comuni). Il partito socialista PSOE guidato da Pedro Sánchez ha rafforzato la propria posizione, mentre la destra ha preso il controllo di Madrid. A livello nazionale il PSOE deve ancora trovare un accordo con altre forze politiche per poter formare un governo.

GRAFICO I

Affluenza per paese – risultati provvisori (24/06/2019 15:14)

Fonte: Parlamento europeo in collaborazione con Kantar

TABELLA

Elenco delle prossime elezioni parlamentari

PAESESCADENZA DELLA LEGISLATURA
GRPrimavera 2019
PLAutunno 2019
PTAutunno 2019
SKPrimavera 2020
HRAutunno 2020
CZAutunno 2021
FRPrimavera 2022
ITPrimavera 2023
ESPrimavera 2023

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